Viaggio in Libia di due settimane

Visitando: Cirenaica, Bengasi, Qsar Libia, Cirene, Museo di Cirene, Apollonia, Tripolitania, Tripoli, Museo della Jamahiriya, Sabratha, Museo di Sabratha, Leptis Magna, Museo di Leptis Magna, Villa Seleen, Sebha, Germa, Msak Settafet, Wadi Methkandoush, Grande Wadi Imriwan, Idehan Murzuq, Msak Mellet, Passo Abahoa, Wan Kasa, Akakus, Wadi Wan Millal, Pozzo Imenineh, Wadi Anshal, Arco Naturale, Tezeren, Arco Tingaliga, Wadi Tashwinat, Tinankofot, Arco Inapolu, Wadi Melol, Wadi Adad, Awiss, Alkamar, Al Alweinat, Ubari, Laghi di Ubari, Lago Mandara, Lago Umm Al Maa, Lago Mavo, Lago Gebraoun, Tekerkiba.

Dopo anni di attesa, finalmente sono riuscito a visitare la Libia.
Fatte numerose ricerche via internet ho scelto un’agenzia italiana che offre viaggi proposti dalla corrispondente agenzia libica.
Ottimo il rapporto qualità prezzo anche se raccomando all’agenzia turistica italiana di vigilare assiduamente sull’operato dell’agenzia libica affinchè non si verifichino improvvisi ed imprevisti decadimenti di prestazioni, come accaduto.
Dopo questa premessa “tecnica”, veniamo alla stupenda Libia.
Stupenda nei siti archeologici, sia della Cirenaica che della Tripolitania, eccezionale nella sua parte desertica.
Ed il deserto, che offre magnifiche e sempre diverse vedute, ci ha regalato una squadra di Tuareg (autisti e cuoco) che ci hanno offerto un’eccellente professionalità, ma anche molta simpatia e grande comunicatività.
Purtroppo la Libia ci ha riservato un pessimo tempo atmosferico. Lo descriverò quotidianamente nel corso del presente diario.
La guida libica, parlante un perfetto italiano, si è dimostrata sempre molto disponibile avendo la pazienza di…..sopportare le nostre sempre imprevedibili esigenze.
Essendo un “freelance” mi è gradita l’occasione per suggerire il suo nominativo (Hamza Al Bosevy) con il seguente indirizzo e-mail: hamztte@yahoo.com.

 

Bengasi: visita del Suq, del Museo di Al Mukhar e del caratteristico faro

Bengasi non è città turisticamente interessante. Visitiamo il Suq ed il Museo di Al Mukhar; vediamo il caratteristico Faro e facciamo un giro nelle adiacenti vie cittadine.

Museo Al Mukhar

Museo Al Mukhar

Bengasi – Libia

Cirenaica: visita al Museo Qsar Libia che conserva i magnifici mosaici

Partiamo per i siti archeologici più interessanti della Cirenaica. E subito la Libia ci tradisce.
Inizia a soffiare il tanto temuto Ghibli, vento caldo, che porta con se la sabbia del deserto.
Le foto che vado a rappresentare evidenziano il “rossore” che insiste nell’atmosfera.
Visitiamo i magnifici mosaici di Qsar Libia sistemati nell’omonimo museo.
Sono cinquanta pannelli musivi di eccezionale bellezza.

Mosaici

Mosaici

Qsar – Libia

Cirene, visitata con il vento del deserto (Ghibli)

Il Ghibli disturba moltissimo, specie a Cirene. Mastichiamo sabbia, e gli occhi ne sono pieni, specie nel corso della visita al Gymnasium, alla Basilica, alle case di Giasone Magno e di Esichio.
Entriamo quindi nell’Agorà dove abbiamo modo di ammirare il Tempio di Esculapio, il monumento navale, il Santuario di Demetra e Kore nel quale sono contrapposte due statue greche a due romane.
Infine i Templi di Zeus e di Apollo dove è riprodotta la pianta medicinale “Silphium” che fece la fortuna di Cirene. Scendendo verso valle incontriamo le Terme Greche; visitiamo quindi la città Sacra con numerosi importanti monumenti tra i quali spicca, per importanza scenografica, il Teatro Greco.
Ci spostiamo quindi al Tempio di Zeus, imponente e ben conservato.
Città Sacra

Città Sacra

Cirene

Museo di Cirene

Grazie al cospicuo materiale scoperto negli ultimi anni da archeologi italiani, recentemente è stato aperto il Museo di Cirene ricco di reperti di notevole importanza storico artistica.

Museo di Cirene

Museo di Cirene

Libia

Visita di Apollonia

Ha terminato di soffiare il Ghibli ed ha iniziato a scendere la pioggia.
Ed è sotto una pioggia battente che visitiamo Apollonia. Vediamo la Basilica occidentale, la Chiesa Centrale, il Palazzo del Governatore Bizantino ed il Teatro Greco dove la palma rappresentata in tutte le foto ora è distesa, morta, sul proscenio.

Basilica

Basilica

Apollonia – Libia

Tripoli: visita della città

Tripoli ci accoglie con una magnifica giornata di sole.
Storicamente significativa la Piazza Verde ed i monumenti della zona coloniale. Oltre si innalza il grattacielo Al Fatah, simbolo della modernità, non distante dal quale si trova l’Arco di Marco Aurelio, simbolo dell’antichità. Vicino la bianca Moschea Sidi Abdul Wahab.

Assai al-Hamra

Assai al-Hamra

Tripoli – Libia

La Moschea di Gurgi e la Moschea di Ahmed Pasha Karamanli

Molto interessante la visita alle due più importanti Moschee di Tripoli: la Moschea di Gurgi con uno stupendo interno e la Moschea di Ahmed Pasha Karamanli, non visitabile all’interno, ma con numerosi e caratteristici cortili.

Moschea Gurgi

Moschea Gurgi

Tripoli

Il Suq (o Suk) diviso in settori Suq al-Attara, Suq al-Rabaa, Suq al-Turk

Il Suq (o Suk) è diviso in settori merceologici, ognuno dei quali ha un nome: Suq al-Attara, Suq al-Rabaa, Suq al-Turk. Ciascuno offre colori e scorci di particolare interesse che spero aver rappresentato al meglio.
Suq al-Rabba

Suq al-Rabba

Tripoli – Libia

Museo della Jamahiriya

Il Museo della Jamahiriya custodisce stupendi reperti tutti facenti parte del patrimonio libico.
E’ molto ben organizzato, suddiviso in cinque piani, con indovinata illuminazione ed eccellente scelta espositiva.

Museo Jamahiriya - mosaici di Sabratha

Museo Jamahiriya - mosaici di Sabratha

Tripoli

Sabratha, sito archeologico: Terme di Oceano, Terme sul Mare e magnifici mosaici

Ci spostiamo ad ovest di Tripoli per la visita al vasto il sito archeologico di Sabratha, numerosi i monumenti da visitare, tutti di particolare interesse. Ricordo le Terme di Oceano e le Terme sul Mare per la bellezza dei mosaici.
Tempio Liber Pater

Tempio Liber Pater

Sabratha – Libia

Sabratha: il teatro

Il teatro di Sabratha era il più grande dell’Africa con una capienza di cinquemila spettatori.
Particolarmente scenografico il fondale del palcoscenico con un triplice ordine di colonne, mentre il pulpito, semplicemente magnifico, è decorato con bassorilievi molto ben conservati.

Teatro di Sabratha

Teatro di Sabratha

Libia

Sabratha: Museo Romano

La visita al sito archeologico di Sabratha termina con il Museo Romano, molto interessante, ed il Museo Punico, di importanza minore.
Di particolare interesse, oltre a statue ed affreschi, i mosaici provenienti dalla Basilica di Giustiniano.

Mosaici della Basilica di Giustianiano

Mosaici della Basilica di Giustianiano

Sabratha – Libia

Leptis Magna, sito archeologico: Arco di Settimio Severo, Terme di Adriano, Foro dei Severi

Siamo ora ad est di Tripoli per la visita al sito archeologico di Leptis Magna, città con importanti monumenti, tutti di particolare bellezza. Cito i più significativi: l’Arco di Settimio Severo, le Terme di Adriano, il Foro dei Severi ed il Mercato.
Il Mercato

Il Mercato

Leptis Magna – Libia

Leptis Magna, sito archeologico: il Museo

Il Museo di Leptis Magna è meno interessante rispetto a quello di Sabratha. Ciò nonostante numerosi sono i reperti mentre le statue sono quasi tutte di grande bellezza, in particolare quella del Dio Nettuno.

Museo di Leptis Magna

Museo di Leptis Magna

Libia

Villa Seleen: grande villa sul mare con stupendi mosaici

Visitiamo infine una lussuosa villa bizantina, situata sul mare: Villa Seleen.
Grande villa, con numerose stanze, tutte ricche di stupendi mosaici (purtroppo lo stato di conservazione lascia molto a desiderare).
La visita alle città libiche, sia moderne che antiche, è terminata.

Villa Seleen

Villa Seleen

Libia

Il deserto pietroso Msak Settafet e il Wadi Methkandoush, ricco di incisioni rupestri risalenti a 16mila anni addietro

Inizialmente percorriamo il Msak Settafet, deserto pietroso chiamato “oceano di pietra”. Arriviamo al Wadi Methkandoush che è il sito con la più ampia ed antica (16.000 anni) raccolta di incisioni rupestri della Libia.
Sono rappresentati numerosi animali: coccodrilli, elefanti, giraffe, ippopotami, struzzi, rinoceronti.
I più rappresentativi, per posizione, bellezza e conservazione, sono i gatti mammoni.

Wadi Methkandoush

Wadi Methkandoush

Libia

Grande Wadi Imriwan (o “Valle della Scia”) e dune di sabbia dell’Idehan Murzuq

Nel pomeriggio attraversiamo il Grande Wadi Imriwan, chiamato anche “Valle della Scia”, dal nome della pianta che vi cresce (simile alla camomilla) per entrare poi nel cuore dell’Idehan Murzuq, catena montuosa formata da alte dune di sabbia. All’interno di queste dune ci siamo accampati per trascorrere la notte.
Notevole l’emozione per tutto il gruppo essendo la prima volta che ci si trovava a dormire in tenda, in mezzo alle dune del deserto. Interessante l’imparare a montare le tende, accendere il fuoco, con legna portata dai Tuareg, per preparare la cena. Per non parlare del Taajeelah, il pane dei Tuareg, cucinato sotto la sabbia resa bollente con il fuoco e coperto da altra sabbia, sempre bollente.

Wadi Methkandoush

Wadi Methkandoush

Libia

Msak Mellet (incisioni rupestri), Passo Abahoa, Wan Kasa (dune multicolori)

Il giorno successivo, usciti dalle dune del Murzuq, iniziamo a percorrere lentamente una pista molto difficile per la grande quantità di pietre nere che la compongono. Incontriamo poi un sito ricco di incisioni rupestri.
La pista diventa sabbiosa anche se circondata da montagne di pietra nera: è il Msak Mellet.
Ed è all’ombra di un grande albero il luogo dove apriamo il….”Ristorante Venezia”.
Nel pomeriggio, dopo aver superato il Passo Abahoa, giungiamo nel mare di sabbia formato dalle dune di Wan Kasa (o Caza). Le dune assumono colori diversi a seconda della luce: vanno da un rosa pallido ad un grigio chiaro. Ed era nel mezzo di queste dune che dovevamo trascorrere la nostra seconda notte nel deserto, ma Shik, il nostro capo Tuareg, a causa del forte vento levatosi all’improvviso, ha ritenuto opportuno proseguire sino all’Akakus dove è più facile trovare posti al riparo del Garbi (il nome del vento).
Lasciato Wan Kasa il panorama cambia ancora: viaggiamo su un sottile strato di sabbia, circondati da una parata di torri e pinnacoli di roccia nera.
Nonostante Shik abbia scelto per il campo un posto molto riparato, durante la notte siamo stati disturbati da un impetuoso vento caldo.

Akakus

Akakus

Libia

L’Akakus: Wadi Wan Millal, pozzo Imenineh, Wadi Anshal, Arco Naturale, Terezen

Al mattino del giorno successivo, terzo giorno nel deserto, partiamo percorrendo l’estremità settentrionale del Wadi Wan Millal, sino a giungere al pozzo Imenineh.
Arriviamo quindi al Wadi Anshal dove ci fermiamo a visitare due siti di arte rupestre preistoria:
– il primo con pitture del “periodo delle teste rotonde” (8.000-6.000 A.C.),
– il secondo con pitture del “periodo pastorale” (5.500-2.000 A.C.).
Proseguiamo sino a giungere all’Arco Naturale, imponente e maestoso (alto circa 150 metri), che rappresenta la formazione rocciosa più spettacolare dell’Akakus.
Pranziamo all’ombra di un alta roccia sporgente, con vista sull’Arco Naturale.
La temperatura è elevata, così come l’umidità e le noiose mosche la fanno da padrone.
Nel pomeriggio, dopo aver visitato un altro sito di arte preistorica, attraversiamo una zona chiamata Terezen, in arabo significa “bel sito”. Ci fermiamo per tempo per montare il campo in un luogo che ci pone sicuramente al riparo del vento; è l’ ultima notte che trascorreremo in tenda.

Arco Naturale

Arco Naturale

Wadi Anshal – Libia

Arco Tingaliga, Wadi Tashwinat, Tinankofot, Arco Inapolu, Wan Kasa

Iniziamo questo quarto giorno nel deserto visitando l’Arco Tingaliga, prima di entrare nel grande Wadi Tashwinat (per entrare si paga il biglietto!), all’interno del quale ha svolto la sua attività di ricerca il Prof.Mori del quale descriverò l’attività con la prossima galleria.
Dopo la sosta pranzo incontriamo l’unico villaggio tuareg ancora esistente all’interno del Wadi Tashwinat.
Lasciamo questo Wadi per entrare nella zona del Tinankofot che in arabo significa: mare di pietra.
I panorami sono stupendi mentre meno spettacolare è l’Arco Inapolu.

Arco Inalopu

Arco Inalopu

Akakus – Libia

Con un veloce trasferimento sulla dura sabbia percorriamo la pista che corre lungo le dune di Wan Kasa, che scorrono sulla nostra destra. Ad un certo punto Shik (essendo il capo è sempre il primo dei tre fuoristrada), piega decisamente a destra ed inizia a salire, a forte velocità, una duna di sabbia molto ripida, sino ad arrivare in cima. Abbiamo avuto modo di ammirare panorami di grande bellezza.
Appena il tempo di ripartire ed inizia un forte vento che porta con se nuvole e pioggia.
Giungiamo infatti al campo tendato Alfaw con vento e pioggia che proseguiranno tutta la notte.

Wan Casa

Wan Casa

Akakus – Libia

Graffiti Tagrel (o Takdhalt) e Wadi Melol scoperti dal prof.Fabrizio Mori

Come sopra anticipato nella giornata abbiamo visitato i vari siti archeologici scoperti dal prof.Mori.
Nel primo sito vediamo graffiti tintaharari (giraffe), quindi un secondo sito con graffiti rappresentanti due elefanti ed infine i graffiti Tagrel ( o Takdhalt) che rappresentano colorate donne danzanti.
Successivamente visitiamo il sito dove è stato trovato lo scheletro di un bambino vissuto 5.400 anni fa ed infine il sito con scene di matrimonio (nel Wadi Melol).

Graffiti Tintaharari (prof.Mori)

Graffiti Tintaharari (prof.Mori)

Akakus – Libia

Wadi Adad, Awiss, Alkamar (“paesaggio lunare”)

Iniziamo questo quinto giorno nel deserto con una leggera pioggia autunnale. Non pioverà tutto il giorno, ma il tempo atmosferico rimarrà sempre coperto con nuvole cariche di pioggia e le foto ne soffriranno molto.
Poco dopo la partenza ci fermiamo a Wadi Adad, luogo simbolo dei Tuareg, per la roccia a forma di pollice.
Entriamo nell’ampia zona dell’Awiss, formata da diversi wadi, che ci offre uno stupendo spettacolo naturale: viaggiamo su un tappeto di sabbia rossa mentre intorno si innalzano archi, pinnacoli e rocce che assumono le forme più inverosimili.
Anche in questa giornata visitiamo diversi siti di arte preistorica che illustro nella successiva galleria.
Dopo la sosta per il pranzo, circondati da cammelli al pascolo, iniziamo a percorrere la zona dell’Akakus che i Tuareg chiamano Alkamar, cioè “paesaggio lunare”. Ancora sabbia, ancora rocce nere, ancora paesaggi di una bellezza affascinante, anche se, la presenza delle nuvole, non ci permette di avere una buona luce.
Terminiamo la giornata con un’ultima emozione: Shik ci fa salire con il fuoristrada su una duna molto pendente fermandosi sulla cima con “la pancia” del veicolo, ridiscendendola nonostante la ripidissima discesa.

Campo Alfaw

Campo Alfaw

Akakus – Libia

Awiss (pitture rupestri) dei periodi pastorale, cabalino e della grande fauna

Il primo sito visitato ha graffiti molto rovinati, non il secondo che presenta dipinti colorati rappresentanti scene di caccia datati tra il periodo pastorale ed il periodo cabalino (5.500 – 100 A.C.). Nell’ultimo sito abbiamo ammirato graffiti del periodo della grande fauna (10.000 – 6.000 A.C.) che rappresentano tre elefanti.

Awiss (pitture rupestri)

Awiss (pitture rupestri)

Akakus – Libia

Al Aweinat, primo paese fuori dall’Akakus, per dormire a Ubari (hotel ricavato da Forte italiano degli anni ’30)

Lasciamo l’Akakus con un’altra giornata di pioggia. Man mano che ci allontaniamo i panorami perdono la loro intensa bellezza per lasciar posto ad una pianura sabbiosa.
Incontriamo un gruppo di bambini che giocano anche se a loro è affidato il controllo di un gruppo di capre.
Siamo ad Al Aweinat, primo paese che incontriamo dopo sei giorni di deserto.
Avendo ritrovato l’asfalto effettuiamo una sosta tecnica per i fuoristrada: benzina e gonfiaggio delle gomme.
Non facciamo a tempo a scendere dalle auto che è stato già…aperto un mercatino per turisti.
La pioggia non ci abbandona ed i Tuareg si inventano una cucina ed una sala da pranzo in una stazione radiotelevisiva abbandonata.
Arriviamo ad Ubari dove alloggiamo nel Forte costruito dagli Italiani negli anni ’30, trasformato in albergo.
Il peggiore di tutto il nostro viaggio (stanze senza servizi privati e senza finestre).
Ubari

Ubari

Akakus – Libia

Laghi di Ubari: Lago Mandara, Lago Umm Al Maa, Lago Mavo, Lago Gebraoun, Tekerkiba

L’ultima giornata in zona deserto è dedicata alla visita dei laghi di Ubari e delle dune che li circondano.
Bella giornata di sole anche se molto ventosa.
Partiamo da Ubari, direzione Germa e, dopo circa un’ora di strada asfaltata, brusca svolta a sinistra. Improvvisamente, sembra quasi impossibile, siamo circondati da stupende dune di sabbia.
Prima di arrivare al Lago Mandara (ora prosciugato) ci fermiamo più volte per scattare foto. Arriviamo al Lago Umm Al Maa (il suo nome significa: madre dell’acqua),quindi il piccolo ma bello Lago Mavo. Infine il Lago Gebraoun, il più grande, circondato da alte dune dalle quali alcuni turisti stanno tentando di scenderli con gli sci. Ci fermiamo a pranzo  prima di riprendere la strada del ritorno.

Lago Umm Al Maa

Lago Umm Al Maa

Dune Di Ubari – Libia

I fuoristrada sembrano galleggiare sulla soffice sabbia levigata dal vento mentre intorno a noi si sussegue un numero infinito di stupende dune.
Da un momento all’altro le dune cambiano colore: da giallo a rosa, da rosa ad ocra, da ocra ad arancio.
Poi, all’improvviso, così come erano iniziate, le dune spariscono.
Siamo a Tekerkiba e riprendiamo la strada asfaltata; il tempo per arrivare a Sheba dove, dopo la consueta lunga attesa all’aeroporto, riusciamo a volare su Tripoli per rientrare in Italia.
La Libia ci ha regalato bellezze archeologiche ben superiori a quanto apparivano dalle nostre documentazioni mentre la parte desertica, l’Akakus ed i magnifici graffiti emozioni immense.