05/2008 - Namibia, 2^ parte, Regioni del Centro Sud

viaggio in Namibia (seconda parte) di 12 giorni visitando Swakopmund, Walvis Bay, Moon Landscape (Valle della Luna), Oasi di Goanikontes, Parco Namib-Naukluft, Costa Skeleton, Deserto del Namib, Passo Gamsberg, Canyon Kuiseb, Solitaire, Valle Incantata, Sossusvlei, Sesriem, Duna 45, Dead Vlei, Canyon Sesriem, Namib Rand, Castello Duwisib, Seeheim, Parco Gondwana Canyon, Canyon Fish River, Keetmanshoop, Giant’s Playground, Deserto Kalahari

Inizio la seconda parte del nostro viaggio in Namibia illustrando la bella e comoda sistemazione alberghiera presso l’Hotel Atlantic Villa di Swakopmund, che si trova vicino all’oceano. Fotograficamente interessante la passeggiata fatta all’alba in riva all’oceano.
Swakopmund è la principale città di villeggiatura della Namibia, città fondata nel 1892 da coloni tedeschi; risente ancor oggi di questa origine.

Nelle acque del porto naturale di Walvis Bay, pochi chilometri a sud di Swakopmund, abbiamo effettuato una breve crociera per poter ammirare alcune attrattive naturali quali la colonia di leoni marini e quella di pellicani.

Il giorno successivo è stato impegnato nella visita di tre siti nei dintorni di Swakopmund.
Iniziamo con Moon Landscape (Valle della Luna), un punto panoramico dal quale si possono vedere valli e rilievi scavati dal fiume Swakop. Non lontana l’Oasi di Goanikontes, circondata da brulle montagne.
Arriviamo quindi al Parco Namib-Naukluft all’interno del quale c’è una grande concentrazione di Welwitschia Mirabilis, una pianta (ma di fatto un albero) molto longevo (anche duemila anni) che vive nel deserto grazie alla capacità di trattenere l’umidità che poi viene trasferita alle radici.

Prima di lasciare la città ci siamo regalati un giro in aereo nella parte meridionale della Skeleton Coast.
Abbiamo potuto ammirare le belle dune del deserto del Namib, i resti dei campi dei ricercatori di diamanti, le colonie di otarie e le saline.

Swakopmund ci saluta nello stesso modo nel quale ci ha accolto: con una fitta nebbia.
Superiamo il Passo Gamsberg, quindi ci ci fermiamo al Kuiseb Canyon che ha la caratteristica di avere rocce inclinate di 45 gradi spinte dalla vicina faglia. Numerosi grilli armati incontrati.
Siamo all’interno del Parco Namib Naukluft ed arriviamo a Solitaire, un….solitario bar in mezzo al deserto, situato in una zona chiamata Valle Incantata.
Ottima la torta di mele e interessante l’albero di acacia ad ombrello con l’enorme nido di tessitore sociabile.

Arriviamo a Sossusvlei dove alloggiamo nel solitario Little Sossus Lodge, complesso alberghiero formato da casette disseminate nella pianura, con un grazioso arredamento ed un ottimo ristorante.

Entriamo nel cuore del Parco Namib Naukluft dall’ingresso di Sesriem, dove arriviamo ancor prima dell’alba, per poter godere della variazione del colore delle dune, alte 300 metri e più.
Le dune hanno il pregio di essere dinamiche.

Altra sosta alla Duna 45 (il numero indica la distanza chilometrica da Sesriem). E’ una duna che si erge solitaria e rappresenta una particolarità del luogo.

Diverse le possibilità di ammirare gli animali che popolano il parco.
Arriviamo alla Dead Vlei affaticati, per il caldo e per la sabbia molto fine, nella quale sprofondiamo.
Dead Vlei è una depressione arsa dal sole nel mezzo della Sossusvlei, enorme pozza circondata da rosse dune.

Rientrando verso Sesriem andiamo a visitare il Canyon omonimo.
Lungo un chilometro e profondo sino a 30 metri, è stato scavato dalle acque del fiume Tsauchab.
Viene fatto risalire a 15 milioni di anni addietro.
Intorno magnifiche vedute.

Iniziamo la nostra tappa di trasferimento con direzione estremo sud della Namibia, il Fish River Canyon, vicino al confine con il Sud Africa, dove arriveremo domani sera.
Attraversiamo, con magnifici panorami, la riserva naturale Namib Rand.
Lungo il tragitto uccidiamo, con il nostro pulmino una vipera soffiante (Bitis Arientas), quindi ci fermiamo in una fattoria dove vediamo ghepardi in cattività.

Ci fermiamo a visitare il Castello Duwisib, in stile barocco, fatto costruire nel primo novecento da un barone tedesco. Nota particolare è che il castello è stato costruito anche con materiale fatto arrivare dalla Germania; materiale che venne trasportato, negli ultimi 300 chilometri di deserto, da carri trainati da buoi.
Arriviamo al nostro albergo (La Vallèe Tranquille), solitario in un altopiano (1.400 metri), la cui proprietaria è di origine francese. Intorno molti struzzi e tanti piccoli e colorati uccelli.

Lungo la strada che ci porta a Seeheim incontriamo montagne con la cima appuntita mentre altre sono tozze.
Arrivati a Seeheim, piccola stazione ferroviaria, ci fermiamo a pranzo nello storico albergo.

Nel pomeriggio arriviamo al Canyon Lodge, situato all’interno del Gondwana Canyon Park. Il Lodge ha una parte centrale caratteristica, all’interno di una vecchia fattoria, alloggi rappresentati da bungalow in pietra rossa, che somigliano a piccoli rifugi di montagna, e giardini molto ricchi di piante grasse, mentre il paesaggio circostante è composto da numerosi agglomerati di massi rossi.

I giardini del Canyon Lodge sono arredati con numerose piante locali, molto colorate. Assumono particolare importanza le piante grasse.
Stupendi i panorami sulle vicine rocce rosse tra le quali spuntano i musi dei cani della prateria.

Facciamo un giro all’interno del Parco Godwana Canyon nel tardo pomeriggio. I colori e le ombre del tramonto permettono di ammirare piante, cieli e nuvole con colori particolarmente caldi. Le sensazioni vissute in loco non sono trasmissibili, se non in parte, con le foto.

L’indomani mattina, non lontano, visitiamo il Fish River Canyon entrando da Hobas Gate. E’ lungo più di cento chilometri ed ha la particolarità di accogliere, al suo interno, un altro canyon, profondo più di mezzo chilometro.
E’ considerato il Gran Canyon africano. Ci fermiamo nei due punti panoramici (Main e Hikers’).

Partiamo, come al solito, la mattina presto con destinazione il deserto Kalahari.
Breve sosta alla Naute Dam, grande diga sul Lowen River, per proseguire sino a Keetmanshoop, zona nella quale vi sono fitte concentrazioni di Kokerboom (albero faretra), della famiglia delle aloe, alberi che raggiungono anche gli otto metri.
Gli alberi faretra crescono anche all’interno del Giant’s Playground, dove rocce squadrate si sormontano e formano strane formazioni sì da essere chiamato “giardino roccioso”.
Nella stessa zona abbiamo potuto ammirare diversi fossili di pesci e alcuni alberi con enormi nidi d’uccelli tessitori.

Nel primo pomeriggio arriviamo nel bel Lodge Bagatelle Kalahari avendo così il tempo di fare un giro in fuoristrada nella savana, ammirare il tramonto e brindare con lo champagne (non conoscono il nostro buon prosecco).

Il mattino del giorno dopo facciamo un giro a piedi nella savana. La nostra guida ci illustra ciò che incontriamo: l’erba dello struzzo, la marijuana dei Son, l’alta erba dei boscimani, la ginestra gialla.
Tutto bello ed interessante, ma abbiamo avuto una forte scarica di adrenalina con l’incontro ravvicinato con un cobra del capo, considerato il serpente più velenoso dell’Africa.

Ottima la sitemazione presso il Kalahari Anib Lodge. Interessante inoltre la ricostruzione della vita delle popolazioni primitive della zona fatta nei giardini dell’ Hotel.

Nel pomeriggio effettuiamo l’ultimo giro in fuoristrada nella savana, con brindisi al calar del sole.
Il mattino successivo, Lungo la strada che ci riporta a Windhoek, incontriamo degli splendidi marabù.
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Il nostro lungo ma completo viaggio in Namibia è terminato.
E’ stato un viaggio stupendo.
Non eravamo ancora a conoscenza che, dopo qualche ora, il nostro entusiasmo sarebbe stato azzerato dalla superficialità della nostra guida (ed autista) che non ha controllato, come avrebbe dovuto, il fuoristrada, permettendo il furto di tutti i nostri bagagli a mano.

 

Le foto del viaggio possono esse viste in slideshow musicato sul seguente link: www.viaggiaresempre.it – Namibia