11/2012 - Italia, Isola di Ponza

Viaggio in Italia all’Isola di Ponza di 7 giorni visitando Monte Guardia, il Cimitero Monumentale, Le Forna, Cala Feola, Cala Acqua, Cala Cecata, Cala Fonte, Cala Felice, Punta Incenso, Cala Gaetano, Spiaggia dello Schiavone, Spaccapolpo ( o Spaccapurpo), Cala Inferno, Faraglione del Parroco, Spiaggia del Core, La Piana Bianca, Spiaggia del Frontone, Peschiera Romana, Spiaggia di Santa Maria, Spiaggia di Giancos, Spiaggia di Sant’Antonio, Faraglione La Ravia, Scoglio Casocavallo, Grotte di Pilato, Faraglioni La Madonna, Spiaggia La Parata, Le Formiche, Faraglioni del Calzone
Muto, la Scaruppata, Faraglione della Guardia, Spiaggia Chiaia di Luna, Capo Bianco, Faraglioni di Lucia Rosa, Isola di Zannone, Isola di Palmarola.

Sono stato molte volte a Ponza; dalla prima, nel giugno del 1980, all’ultima, nel giugno del 2008.
E’ stato un amore a prima vista e ne sono ancora innamorato.
Desidero far conoscere a chi mi legge le bellezze dell’isola, attuali e passate.
Passate perchè, in quasi trent’anni, il tempo ha eroso diversi posti caratteristici mentre il turismo ha invaso porto ed insenature con moli e barche, facendo rimpiangere la pace e la tranquillità di un tempo.
Il modo migliore per far conoscere la cittadina di Ponza è quello di rappresentarla con molte gallerie fotografiche, l’ultima delle quali dedicata ai ponzesi.

Il Porto di Ponza è considerato il più bell’approdo del Mediterraneo, con la banchina Di Fazio e la passeggiata soprelevata del Corso Pisacane.

Si percorrono stradine molto scoscese, si attraversano case, si salgono lunghe gradinate e si ammirano panorami mozzafiato per poter conoscere Ponza Alta.

Oltre Ponza Alta si arriva alle pendici del Monte Guardia. Si cammina su stretti sentieri accompagnati dalle tappe di una caratteristica Via Crucis per arrivare alla sommità dalla quale si ammirano panorami che, oltre a vedere Ponza nella sua lunghezza, permettono di ammirare le Isole di Palmarola e di Zannone.

In posizione panoramica il Cimitero Monumentale ha tombe di notevole importanza storica locale anche perché una tomba aveva più proprietari. Importante il monumento eretto in memoria di prigionieri libici uccisi nella seconda guerra mondiale.

Ho voluto ricordare alcuni dei ponzesi che definisco “storici” perché conosciuti sin dal 1980 ed ancora in…attività. Come l’affitta barche “Ciccio Nero” o il negozio di “Totonno” che ricaricava le bombole sub con il motto “aria pulita”.
In coda curiosità colte girando l’isola.

Abbiamo assistito ai festeggiamenti per la ricorrenza del Santo Patrono di Ponza: San Silverio. Si inizia con la processione che si suddivide in due parti, prima la terrestre, poi quella acquea.

Uno spettacolo pirotecnico diurno conclude la processione con il ritorno della statua del Santo sul sagrato della chiesa. La statua viene sistemata su una piccola barca ricoperta di garofani rossi, garofani che vengono poi gettati ai fedeli essendo di buon auspicio riuscire ad impossessarsene.

Quasi tutti i ponzesi partecipano alla processione per cui ho ritenuto far loro cosa gradita nel rappresentarli con questa galleria.

Rappresentando i festeggiamenti del 1980 ho voluto documentare con quanta semplicità ci si comportava un tempo, mentre oggi, oltre ad un importante spettacolo pirotecnico, si
accendono numerose importanti luminarie.
Merita una menzione l’armatore ponzese Vincenzo Onorato che sostiene la festa tradizionale mettendo a disposizione dei ponzesi, che vivono lontano dalla loro isola, un traghetto (Moby) a prezzi….stracciati.

Facciamo ora un passo indietro ed andiamo a visitare l’Isola di Ponza con foto “storiche”, scattate in analogico nel lontano 1980; tutte, alcune più altre meno, soffrono per il tempo trascorso. Queste foto vengono comparate con foto degli stessi luoghi, ma scattate in digitale nel giugno del 2008

Con una galleria fotografica ricordo con piacere gli abitanti dell’isola e i turisti “storici”. Ne cito alcuni:Totonno “aria pulita”, i “Suricilli” de Le Forna, Attilio e Rita del noleggio barche di Cala Feola, Enzo della Enros srl a Giancos, “Ciccio Nero”, Settimio del ristorante “La Kambusa”.

Concludo questa carrellata di ricordi con una serie di vecchie foto analogiche rappresentanti relitti a suo tempo da me visitati nelle acque di Ponza.
Altra curiosità degli anni ’80 è l’incendio che ha minacciato l’Hotel Chiaia di Luna.
Evidenzio l’errato lancio del liquido antincendio (di colore rosso) che ha ricoperto auto e cittadini.

Desidero ora accompagnare il lettore nel periplo di Ponza, partendo da Cala Feola.
Ho suddiviso il viaggio in tre tappe. Subito dopo Cala Feola si incontra Cala Acqua sui fondali della quale si trovano due relitti; oltrepassata Cala Cecata si arriva a Cala Fonte.
Oltre si raggiunge Cala Felice, quindi si doppia l’isola a Punta Incenso.
Incontriamo poi Cala Gaetano sino ad arrivare alla spiaggia dello Schiavone scenograficamente arricchita dallo scoglio chiamato Spaccapolpo (o Spaccapurpo).
Siamo ora a Cala Inferno dove la scalinata di epoca romana, che la collegava a Le Forna, è stata distrutta da una forte mareggiata.

Incontriamo il Faraglione del Parroco (gli stretti cunicoli offrono un ottimo bagno) per proseguire sino alla spiaggia del Core che prende il nome da una macchia a forma di cuore sulla parete rocciosa. Oltrepassiamo La Piana Bianca per arrivare alla Spiaggia di Frontone dove si può ammirare la Peschiera Romana.
L’ingresso allo scenografico Porto di Ponza, con le spiagge di Santa Maria, Giancos e Sant’Antonio, è naturalmente difeso dal Faraglione La Ravia (una volta fortificato) e dallo scoglio Casocavallo, a forma fallica. Da quì il pellegrinaggio notturno delle donne sterili. Alla base della collina, dominata dal Cimitero Monumentale e dal Faro, le Grotte di Pilato, piscine di epoca romana. Quindi gli scenografici Faraglioni La Madonna nella zona dei quali insistono numerose antiche vestigia romane.

Al largo della Spiaggia La Parata una serie di piccoli scogli formano il gruppo chiamato Le Formiche. Oltre i Faraglioni del Calzone Muto si incontra la zona detta La Scaruppata, neologismo ponzese ad indicare una zona di mare devastata dalla forza del mare. E’ interrotta dal Faraglione della Guardia.
Incontriamo un ampio specchio d’acqua semi circolare al fondo del quale si vede l’alta falesia di Chiaia di Luna, la più bella e scenografica spiaggia di Ponza. Spiaggia ora chiusa per il crollo di un tratto di falesia.
La parte sinistra dello specchio d’acqua termina con l’affascinante bianco promontorio di Capo Bianco. Da sottolineare che la zona è interessata da diverse scenografiche grotte (Grotta del Segreto, Grotta Marina, Grotta del Desiderio, Grotta della Donna, Grotta di Capo Bianco, Grotta delle Streghe) alcune possono essere visitate solo a nuoto, altre anche a bordo di piccole barche.
Altra zona scenografica è quella di Lucia Rosa (con spiaggia, faraglione, arco, montagna) che offre bagni molto interessanti con numerosi cunicoli e grotte.
Prima di terminare il periplo si incontra una zona dove l’immaginazione dei ponzesi si è sbizzarrita vedendo rappresentati sulle rocce Dante, la Sacra Famiglia, il Leone, l’Aquila.

Non si può lasciare l’Isola di Ponza senza essere andati a visitare la vicina Isola di Palmarola. Da molti è ritenuta una delle isole più belle del mondo; Folco Quilici la definì un “miracolo”. E’ Riserva Naturale Protetta, abitata solo nel periodo estivo.
Accompagno il lettore anche nel periplo dell’Isola di Palamarola suddividendolo in tre tappe.
Iniziamo il viaggio da Punta Tramontana per visitare poi Punta delle Brecce.
Incontriamo poi La Forcina, che sembra dividere in due l’isola, per arrivare a Punta Verdella che ha un piccolo scalo dal quale parte un difficile sentiero che sale sino al Monte Guarniero. E’ il monte più alto dell’isola ed è immerso nella macchia mediterranea; tempo addietro era coltivato a vigneto.

Dopo lo Scoglio Suvace si apre la maestosa Cala Brigantina riparo estivo delle numerose barche da diporto. Seguono l’Arco di Mezzogiorno, privato della volta da una violenta mareggiata, e il Faraglione di Mezzogiorno

Il Grottone di Mezzogiorno è sorprendente per la varietà dei colori delle rocce che si riflettono nell’acqua del mare che così assume una varietà infinita di colori.
Oltrepassate La Radica e Marina del Bastimento raggiungiamo il Faraglione di San Silverio. Sul Faraglione i ponzesi hanno edificato una cappella dedicata al loro Santo Patrono. Di fronte il porto con diversi ristoranti stagionali e le caratteristiche case grotta.
Oltre il Porto, sulla spiaggia di Cala Appannesse, si possono trovare scaglie di ossidiana.
Terminiamo il nostro periplo a La Cattedrale, maggiore attrazione dell’Isola di Palmarola. L’alta scogliera ha forme bizzarre sì da renderla simile ad una cattedrale, con alte colonne, numerosi pinnacoli, piccole spiaggette ed oscuri cunicoli; sulla sommità vegetazione nella quale si evidenzia la palma nana.

Rientriamo a Ponza per andare al ristorante, è il Ristorante da Anna a Punta Incenso. E’ il ristorante che frequento in esclusiva, ormai da anni. Anna è l’ottima cuoca, Damiano, Girolamo, Guglielmo e Luigi sono i suoi figli.
Prima di chiudere questa ampia carrellata su Ponza e Palmarola come non ricordare Anna, la proprietaria di Casa Morlè: Ponza Casa MorlèPonzaCasaMorlè – HOME  e nostra storica affittuaria, che ho cordialmente soprannominato la “Scicolone” di Le Forna.

La nostra visita all’Isola di Ponza, e all’Isola di Palmarola, è giunta al termine.

Mi auguro di aver fatto innamorare delle Isole Pontine chi mi ha seguito in questo viaggio.

 

Le foto del viaggio possono esse viste in slideshow musicato sul seguente link:  www.viaggiaresempre.it – Isola di Ponza