12/2000 - Australia – 1^ parte – da Cairns ad Ayers Rock

Sommario:  viaggio in Australia di complessivi 37 giorni. In questa prima parte abbiamo visitato,  la città di Cairns con Kuranda Scenic Railway, Wild World, Daintree River, Cape Tribulation e barriera corallina con l’Ocean Spirit; la città di Darwin con la visita del Parco Nazionale di Kakadu (Adelaide River Crossing, Yellow River, Nourlangie Rock, Twin e Jim Jim Falls) del Parco Nazionale Nitmiluk con Khatherine Gorge e le grotte Cutta Cutta) il Parco Nazionale di  Lichfield con numerose cascate); l’ Ayers Rock con il famoso monolite Uluru e i Monti Olgas (Kata Tjuta, in aborigeno).
Il primo dicembre in cinque amici siamo partiti per l’Australia.
Ad eccezione dei biglietti aerei, comprati presso un’agenzia turistica, ho autonomamente programmato il viaggio prenotandolo tutto via internet.
La prenotazione più importante è stata quella del ristorante dove abbiamo trascorso l’ultimo dell’anno: a Sydney, proprio sulla baia, con a destra l’Opera House ed a sinistra il ponte.

Dopo il lungo viaggio aereo arriviamo a Cairns. Purtroppo dobbiamo constatare che la stagione delle piogge è già iniziata.
Visitiamo la foresta pluviale che “sorvoliamo” con lo Skyrail, che arriva sino a Kuranda dove abbiamo  il primo contatto con gli aborigeni che vendono i loro prodotti artigianali.
Rientriamo a Cairns con lo storico trenino, il Kuranda Scenic Railway.

Il giorno successivo, sotto una pioggia battente, visitiamo il Wild World, dove possiamo ammirare animali caratteristici dell’Australia: koala, canguri, kookaburra, emu, cassowari, wallaby, serpenti. Per non parlare della gran varietà di uccelli e di pappagalli, oltre ai coccodrilli.

Arriviamo al fiume Daintree che navighiamo in barca ed ammiriamo coccodrilli baby, serpenti arrotolati sui rami di un albero, aquile di mare, farfalle blu e nere (si chiamano Ulinqs) e stupendi fiori gialli a noi sconosciuti.
Prima di arrivare a Cape Tribulation, dove abbiamo prenotato dall’Italia il nostro albergo, percorriamo un sentiero attrezzato nella foresta pluviale e saliamo ad oltre 20 metri di altezza.
Lungo la strada notiamo rivoli d’acqua che attraversano l’asfalto; non esistono ponti, è l’asfalto che si avvalla nei punti in cui l’acqua pluviale scende a valle.
La pioggia si fa sempre più insistente e, quando andiamo a letto, diluvia. E continua a diluviare tutta la notte.

In vita mia non ho mai visto piovere con tanta intensità.

Il mattino successivo siamo pronti per rientrare a Cairns, ma ci avvertono che la strada è chiusa per allagamenti.
Riusciamo a partire alle 14.00 con un bus di linea, abbandonando la nostra auto a noleggio.L’altezza dell’acqua è tale che ci fermiamo in un bar per quasi due ore. Poi l’acqua scende e riusciamo a passare.

Siamo a Cairns alle 20.30. Sei ore e mezzo per fare 130 chilometri.

Il mattino successivo prendiamo il catamarano Ocean Spirit per una gita alla barriera corallina.
Il tempo è sempre brutto e piovoso così l’immersione con respiratore, pur bella, è completamente priva di colori (stupende ed immense, più di un metro, le valve) ed il successivo bagno è accompagnato da una stranissima sensazione dolorosa sulla nostra schiena per la forza con la quale cade la pioggia.
In compenso sul catamarano hanno preparato un buffet a base di pesce molto…invitante.

In aereo ci spostiamo dal Queensland a Darwin, capitale del North Territory, città moderna ( ma anonima) ricostruita dopo il Natale del 1974 quando venne distrutta dal ciclone Tracy.
A Darwin troviamo un clima molto caldo ed umido, quasi insopportabile.
Iniziamo la visita del Kakadu e, dopo solo un’ora, arriviamo in riva all’Adelaide River Crossing.
Facciamo un giro con  barche  attrezzate: ci sono grandi finestroni con enormi e spesse lastre di vetro nella parte bassa,  mentre nella parte alta la possibilità di vedere gli addetti che, con lunghe canne, offrono ai coccodrilli grandi bistecche di carne.

Il caldo è insopportabile sia per l’alto grado di umidità che la gran quantità di mosche.
Siamo circondati dalle mosche mentre visitiamo le famose pitture rupestri di Nourlangie Rock, molto note, specie la figura che mostra l’anatomia umana definita “arte a raggi X”. Ed in mezzo a questi antichissimi reperti abbiamo visto un lucertolone con una cresta “preistorica” !

Il mattino successivo partiamo da Yellow Water dove facciamo un giro in barca sulle paludi.
La barca naviga lentamente e silenziosamente (ha il motore elettrico) sulle acque della palude in mezzo a mangrovie, a un verde prato galleggiante chiamato “l’erba dei bufali” , ad una gran quantità di ninfee bianche e rosse e ad una miriade di uccelli.
Vediamo l’ibis con becco e zampe nere, una varietà di cormorano con il collo a serpente, il martin pescatore, aquile di mare, nibbio bruno, anatre di tutti i tipi, pesci che saltano sull’acqua, migliaia di volpi volanti (pipistrelli) con muso peloso, appesi a testa in giù sugli alberi.
E’ stata una delle più belle esperienze fatte in Australia.

A causa delle strade allagate siamo costretti a vedere dall’alto le cascate Twin e Jim Jim così abbiamo preso un traballante aereo ed abbiamo sorvolato il Parco Nazionale Kakadu.

Lasciamo il Kakadu per dirigerci verso la cittadina di Khaterine dalla quale si parte per la visita del Parco Nazionale di Nitmiluk : l’attrazione principale è quella di risalire il fiume oltrepassando le rapide del Khaterine Gorge.
Soffriamo per l’elevata temperatura e l’alta percentuale di umidità.
La risalita del fiume è interessante per la spettacolarità della gola nella quale scorre il fiume. Da aggiungere l’intensa vita animale: cormorani serpente, aquile di mare, corvi, uccelli vari ed il coccodrillo d’acqua dolce. Non attacca l’uomo e non è più lungo di un metro e mezzo.
Oltrepassiamo le rapide scendendo dalla barca, proseguendo a piedi, per prendere la barca che è a monte della rapida.
Un paio di volte ci fanno risalire il fianco della montagna sino ad arrivare a piccoli laghi con interessanti cascate.
Nel pomeriggio visitiamo le grotte di Cutta Cutta, profonde una quindicina di metri, e restiamo affascinati dalle radici degli alberi che, in cerca di acqua, scendono sino a 25 metri nelle viscere della terra.

Il giorno successivo, rientrando a Darwin, visitiamo il Parco Nazionale di Lichfield con numerose cascate (Florence Falls, Wangi, Buley Rockhole, le più importanti), gole e profonde pozze d’acqua.
Durante il nostro frugale pasto vengono a trovarci diversi uccelli. Due di stupenda bellezza: sono kookaburra con piume colorate di blu sul corpo ed arancio sulla coda.
Uscendo dal parco visitiamo i termitai “magnetici”.
Sono giganteschi ed hanno la caratteristica di avere una parete molto sottile.
Le termiti infatti espongono al sole questa parete sottile con l’intento di controllarne la temperatura.
Poco prima di arrivare a Darwin la nostra attenzione viene attratta da un bisonte della strada il quale ha attaccati ben tre rimorchi.

La principale attrazione di Darwin è l’Aquascene dove i pesci sono abituati a mangiare pane raffermo dalle mani dei visitatori.

 

Dopo notevoli ritardi nelle coincidenze aeree, siamo ad Ayers Rock al tramonto il che ci permette di ammirare il monolite di Uluru (“montagna sacra” in aborigeno).
Il monolite ha colori diversi a seconda della luce. Inoltre la terra rossa ed il colore dell’erba, dal giallo al verde, rendono ancora più emozionante lo spettacolo.
Spettacolo stupendo e ci siamo così innamorati del posto (Uluru e Monti Olgas (Kata Tjuta, in aborigeno, corrispondente a “molte teste”) che, nonostante il costo elevato, decidiamo di regalarci un giro in elicottero al tramonto. Abbiamo speso bene i nostri soldi.

L’indomani di buon mattino (ad evitare le alte temperature) andiamo a visitare i Monti Olgas.
Innanzi tutto ci inoltriamo nell’Olga Gorge, una spettacolare gola tra due enormi cupole.

Il caldo è attenuato da un forte vento così decidiamo di inoltrarci all’interno dei monti, superando un’asperità e ritrovarci nella Valle dei Venti.

Oltre a fiori ed animali diversi vediamo un albero che ha fiori simili alla nostra mimosa.
Nonostante il vento il caldo è elevato e, vista la gran quantità di cartelli che ricordano che la disidratazione è improvvisa, decidiamo di rientrare.
Alla sera godiamo dello spettacolo delle stelle in cielo come non avevamo visto da decenni.
L’Uluru può essere scalato e la scalata viene facilitata da una catena con la quale ci si può aiutare.
Sono salito per circa duecento metri, più per poter effettuare delle riprese e scattare delle foto, che per velleità di scalatore. Ma la fatica è stata enorme anche perchè la temperatura era di ben 45 gradi.