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Libia

marzo 2007
sommario: Cirenaica, Bengasi, Qsar Libia, Cirene, Museo di Cirene, Apollonia, Tripolitania, Tripoli, Museo della Jamahiriya, Sabratha, Museo di Sabratha, Leptis Magna, Museo di Leptis Magna, Villa Seleen, Sebha, Germa, Msak Settafet, Wadi Methkandoush, Grande Wadi Imriwan, Idehan Murzuq, Msak Mellet, Passo Abahoa, Wan Kasa, Akakus, Wadi Wan Millal, Pozzo Imenineh, Wadi Anshal, Arco Naturale, Tezeren, Arco Tingaliga, Wadi Tashwinat, Tinankofot, Arco Inapolu, Wadi Melol, Wadi Adad, Awiss, Alkamar, Al Alweinat, Ubari, Laghi di Ubari, Lago Mandara, Lago Umm Al Maa, Lago Mavo, Lago Gebraoun, Tekerkiba
English summary: Cyrenaica, Benghazi, Qsar Libya, Cyrene, Cyrene Museum, Apollonia, Tripolitania, Tripoli, Jamahiriya Museum, Sabratha, Sabratha Museum, Leptis Magna, Leptis Magna Museum, Villa Seleen, Sebha, Germa, Msak Settafet, Wadi Methkandoush, Big Wadi Imriwan, Idehan Murzuq, Msak Mellet, Abahoa Pass, Wan Kasa, Akakus, Wadi Wan Millal, Imenineh Well, Wadi Anshal, Natural Arch, Tezeren, Tingaliga Arch, Wadi Tashwinat, Tinankofot, Inapolu Arch, Wadi Melol, Wadi Adad, Awiss, Alkamar, Al Alweinat, Ubari, Ubari Lakes, Mandara Lake, Umm Al Maa Lake, Mavo Lake, Gebraoun Lake, Tekerkiba
clicca sulle foto per ingrandirle / click on photos to enlarge


ATTENZIONE / ATTENTION


In questi ultimi mesi molte delle bellezze rappresentate nelle mie foto sono state interessate dagli avvenimenti negativi ancora in essere.
Ed è per dare a dette stupende testimonianze del passato maggior risalto che ho autorizzato un italiano, nato e vissuto in Libia sino al giorno della sua cacciata (nell'anno 1970), di rappresentare le mie foto trasformate in disegno a carboncino.
Il suo nome è:
Giuseppe Milo (clicca qui / click here)
.
Cliccando nel suo nome avete la possibilità di entrare nel suo magnifico mondo.
Grazie Giuseppe da me che, nel lontano 1939, sono venuto al mondo nella città cirenaica di Bengasi.



Dopo anni di attesa, finalmente sono riuscito a visitare la Libia.
Fatte numerose ricerche via internet ho scelto un'agenzia italiana che offre viaggi proposti dalla corrispondente agenzia libica.
Ottimo il rapporto qualità prezzo anche se raccomando all'agenzia turistica italiana viaggioinafrica (clicca per entrare nel sito / click here to enter the website) di vigilare assiduamente sull'operato dell'agenzia libica affinchè non si verifichino improvvisi ed imprevisti decadimenti di prestazioni, come accaduto.
Dopo questa premessa "tecnica", veniamo alla stupenda Libia.
Stupenda nei siti archeologici, sia della Cirenaica che della Tripolitania, eccezionale nella sua parte desertica.
Ed il deserto, che offre magnifiche e sempre diverse vedute, ci ha regalato una squadra di Tuareg (autisti e cuoco) che ci hanno offerto un'eccellente professionalità, ma anche molta simpatia e grande comunicatività.
Purtroppo la Libia ci ha riservato un pessimo tempo atmosferico. Lo descriverò quotidianamente nel corso del presente diario.
La guida libica, parlante un perfetto italiano, si è dimostrata sempre molto disponibile avendo la pazienza di.....sopportare le nostre sempre imprevedibili esigenze.
Essendo un "freelance" mi è gradita l'occasione per suggerire il suo nominativo (Hamza Al Bosevy) con il seguente indirizzo e-mail: hamztte@yahoo.com.
Bengasi: 
il Faro
Benghazi: 
LighthouseBengasi: 
il Suq
Benghazi: 
The SuqBengasi: 
Museo
Al Mukhar
Benghazi: 
Al Mukhar
Museum
Bengasi non è città turisticamente interessante.
Visitiamo il Suq ed il Museo di Al Mukhar; vediamo il caratteristico Faro e facciamo un giro nelle più significative vie cittadine.

Partiamo per i siti archeologici più interessanti della Cirenaica. E subito la Libia ci tradisce.
Inizia a soffiare il tanto temuto Ghibli, vento caldo, che porta con se la sabbia del deserto.
Le foto che vado a rappresentare evidenziano il "rossore" che insiste nell'atmosfera.
Qsar Libia:
mosaici
Qsar Libya:
mosaicsQsar Libia:
mosaico
Qsar Libya:
mosaic
Visitiamo i magnifici mosaici di Qsar Libia sistemati nell'omonimo museo.
Sono cinquanta pannelli musivi di eccezionale bellezza che rappresento nella galleria fotografica Qsar Libia (clicca qui / click here).
Cirene:
Santuario
Demetra e Kore
Cirene:
Demetra and
Kore Sanctuary
Il Ghibli disturba moltissimo a Cirene (clicca qui / click here ) che ricordo con una galleria fotografica.
Mastichiamo sabbia, e gli occhi ne sono pieni, nel corso della visita del Gymnasium, della Basilica, delle case di Giasone Magno e di Esichio.
Entriamo quindi nell'Agorà dove abbiamo modo di ammirare il Tempio di Esculapio, il monumento navale, il Santuario di Demetra e Kore nel quale sono contrapposte due statue greche a due romane. Infine i Templi di Zeus e di Apollo dove è riprodotta la pianta medicinale "Silphium" che fece la fortuna di Cirene.
Scendendo verso valle incontriamo le Terme Greche; visitiamo quindi la città Sacra con numerosi importanti monumenti tra i quali spicca, per importanza scenografica, il Teatro Greco.
Ci spostiamo quindi al Tempio di Zeus, imponenete e ben conservato.
Cirene: il
Museo
Cirene: the
Museum
Grazie al cospicuo materiale scoperto negli ultimi anni da nostri archeologi, recentemente, è stato aperto il Museo di Cirene (clicca qui / click here) che ricordo con una galleria fotografica.
Apollonia:
Teatro Greco
Apollonia:
Greek Theatre Ha terminato di soffiare il Ghibli ed ha iniziato a scendere la pioggia.
Ed è sotto una pioggia battente che visitiamo Apollonia (clicca qui / click here) che ricordo con una galleria fotografica.
Vediamo la Basilica occidentale, la Chiesa Centrale, il Palazzo del Governatore Bizantino ed il Teatro Greco dove la palma rappresentata in tutte le foto ora è distesa, morta, sul proscenio.
Tripoli:
Piazza Verde
Tripoli:
Green SquareTripoli:
Moschea, ex
Cattedrale
Tripoli:
Mosque, ex
Cathedral
Tripoli ci accoglie con una magnifica giornata di sole; significativa la Piazza Verde ed i monumenti della zona coloniale che ricordo nella galleria fotografica Tripoli (clicca qui / click here).
Tripoli:
Moschea
di Gurgi
Tripoli:
Mosque
of GurgiTripoli:
Moschea
Karamanli
Tripoli:
Karamanli
Mosque
Molto interessante la visita alle due più importanti Moschee di Tripoli: la Moschea di Gurgi con uno stupendo interno e la Moschea di Ahmed Pasha Karamanli, non visitabile all'interno, ma con numerosi e caratteristici cortili.
Le ricordo con la galleria fotografica Moschee di Tripoli (clicca qui / click here).
Tripoli: Suq
al-Rabaa
Tripoli: Suq
al-RabaaTripoli: Suq
al-Attara
Tripoli: Suq
al-Attara
Il Suq (o Suk) è diviso in settori merceologici ognuno dei quali ha un nome: Suq al-Attara, Suq al-Rabaa, Suq al-Turk.
Ciascuno offre colori e scorci di particolare interesse.
Lo ricordo nella galleria fotografica il Suq di Tripoli (clicca qui / click here).
Tripoli:
Museo della
Jamahiriya
Tripoli:
Jamahiriya
MuseumTripoli:
Museo della
Jamahiriya
Tripoli:
Jamahiriya
Museum Il Museo della Jamahiriya custodisce stupendi reperti tutti facenti parte del patrimonio libico.
E' molto ben organizzato, suddiviso in cinque piani, con indovinata illuminazione ed eccellente scelta espositiva. Lo ricordo con l'ampia galleria fotografica Museo della Jamahiriya (clicca qui / click here).
Sabratha:
Tempio
Liber Pater
Sabratha:
Liber Pater
TempleSabratha:
Venere Afrodite
Sabratha:
Venus Aphrodite
Ci spostiamo ad ovest di Tripoli per la visita al vasto il sito archeologico di Sabratha, numerosi i monumenti da visitare, tutti di particolare interesse. Ricordo le Terme di Oceano e le Terme sul Mare per la bellezza dei mosaici.
A Sabratha (clicca qui / click here) ho dedicato una galleria fotografica.
Sabratha:
Teatro
Sabratha:
TheatreSabratha:
Teatro
Sabratha:
Theatre Il teatro di Sabratha era il più grande dell'Africa con la sua capienza di cinquemila spettatori.
Particolarmente scenografico il fondale del palcoscenico con un triplice ordine di colonne, mentre il pulpito, semplicemente magnifico, è decorato con bassorilievi molto ben conservati.
Lo ricordo con la galleria fotografica il Teatro di Sabratha (clicca qui / click here).
Sabratha:
nudo di donna
Sabratha:
nude of womanSabratha: donna
con veste bagnata
Sabratha: woman
with wet clothes
La visita al sito archeologico di Sabratha termina con il Museo Romano, molto interessante, ed il Museo Punico, di importanza minore.
Di particolare interesse, oltre a statue ed affreschi, i mosaici provenienti dalla Basilica di Giustiniano.
Al Museo di Sabratha (clicca qui / click here) ho dedicato una galleria fotografica.
Leptis Magna: Arco
di Settimio Severo
Leptis Magna: Arch
of Septimius SeverusLeptis Magna:
Mercato
Leptis Magna:
Market
Siamo ora ad est di Tripoli per la visita al sito archeologico di Leptis Magna, città con importanti monumenti, tutti di particolare bellezza. Cito i più significativi: l'Arco di Settimio Severo, le Terme di Adriano, il Foro dei Severi ed il Mercato.
A Leptis Magna (clicca qui / click here) ho dedicato una galleria fotografica.
Leptis Magna:
Museo
Leptis Magna:
MuseumLeptis Magna:
Museo
Leptis Magna:
Museum Al termine del sito visitiamo il Museo, meno interessante rispetto a quello di Sabratha. Ciò nonostante numerosi sono i reperti e le statue (stupenda quella del Dio Nettuno), alcune di grande bellezza,
Anche al Museo di Leptis Magna (clicca qui / click here ) ho dedicato una galleria fotografica.
Villa Seleen:
mosaico
Villa Seleen:
mosaicVilla Seleen:
mosaico
Villa Seleen:
mosaic Visitiamo infine una lussuosa villa bizantina, situata sul mare: Villa Seleen.
Grande villa, con numerose stanze, tutte ricche di stupendi mosaici (purtroppo lo stato di conservazione lascia molto a desiderare).
Presento Villa Seleen (clicca qui / click here) con la consueta galleria fotografica.

Con volo interno di breve durata, anche se le ore di attesa in aeroporto sono tante per il ritardo nella partenza, lasciamo la Libia mediterranea per portarci nel cuore del deserto.
Giunti in aereo a Sebha, ci trasferiamo in auto a Germa, dove pernottiamo.
Il mattino successivo ci aspettano tre fuoristrada condotti da altrettanti Tuareg ed iniziamo la nostra avventura nel deserto e nell'Akakus.

Wadi Methkandoush:
graffiti, giraffa
Wadi Methkandoush:
graffiti, giraffeWadi Methkandoush:
graffiti, gatti mammoni
Wadi Methkandoush:
graffiti, bogys Inizialmente percorriamo il Msak Settafet, deserto pietroso chiamato "oceano di pietra". Arriviamo al Wadi Methkandoush che è il sito con la più ampia ed antica (16.000 anni) raccolta di incisioni rupestri della Libia.
Sono rappresentati numerosi animali: coccodrilli, elefanti, giraffe, ippopotami, struzzi, rinosceronti. I più rappresentativi, per posizione, bellezza e conservazione, sono i gatti mammoni. Con la galleria fotografica Graffiti del Wadi Methkandoush (clicca qui / click here) illustro questo stupendo sito.
Idehan Murzuq:
dune
Idehan Murzuq:
dunesIdehan Murzuq:
accampamento
Idehan Murzuq:
camp Nel pomeriggio attraversiamo il Grande Wadi Imriwan, chiamato anche "Valle della Scia", dal nome della pianta che vi cresce (simile alla camomilla) per entrare poi nel cuore dell'Idehan Murzuq, catena montuosa formata da alte dune di sabbia. All'interno di queste dune ci siamo accampati per trascorrere la notte.
Notevole l'emozione per tutto il gruppo essendo la prima volta che ci si trovava a dormire in tenda, in mezzo alle dune del deserto.
Interessante l'imparare a montare le tende, accendere il fuoco, con legna portata dai Tuareg, per preparare la cena.
Per non parlare del Taajeelah, il pane dei Tuareg, cucinato sotto la sabbia resa bollente con il fuoco e coperto da altra sabbia, sempre bollente.
Questa indimenticabile prima notte passata nel deserto la ricordo con la galleria fotografica Idehan Murzuq (clicca qui / click here).

Il giorno successivo, usciti dalle dune del Murzuq, iniziamo a percorrere lentamente una pista molto difficile per la grande quantità di pietre nere che la compongono.
Incontriamo poi un sito ricco di incisioni rupestri.
Msak Mellet:
pranzo
Msak Mellet:
dinnerMsak Mellet:
'Ristorante Venezia'
Msak Mellet:
'Venice Restaurant' La pista diventa sabbiosa anche se circondata da montagne di pietra nera: è il Msak Mellet.
Ed è all'ombra di un grande albero il luogo dove apriamo il...."Ristorante Venezia".
Nel pomeriggio, dopo aver superato il Passo Abahoa, giungiamo nel mare di sabbia formato dalle dune di Wan Kasa (o Caza).
Le dune assumono colori diversi a seconda della luce: vanno da un rosa pallido ad un grigio chiaro.
Ed era nel mezzo di queste dune che dovevamo trascorrere la nostra seconda notte nel deserto, ma Shik, il nostro capo Tuareg, a causa del forte vento levatosi all'improvviso, ha ritenuto opportuno proseguire sino all'Akakus dove è più facile trovare posti al riparo del Garbi (il nome del vento).
Lasciato Wan Kasa il panorama cambia ancora: viaggiamo su un sottile strato di sabbia, circondati da una parata di torri e pinnacoli di roccia nera.
Nonostante Shik abbia scelto per il campo un posto molto riparato, durante la notte siamo stati disturbati da un impetuoso vento caldo.
Descrivo questa giornata con la galleria fotografica dall' Idehan Murzuq all'Akakus (clicca qui / click here).

Al mattino del giorno successivo, terzo giorno nel deserto, partiamo percorrendo l'estremità settentrionale del Wadi Wan Millal, sino a giungere al pozzo Imenineh. Wadi Anshal:
panorama
Wadi Anshal:
view
Arriviamo quindi al Wadi Anshal dove ci fermiamo a visitare due siti di arte rupestre preistoria:
- il primo con pitture del "periodo delle teste rotonde" (8.000-6.000 A.C.),
- il secondo con pitture del "periodo pastorale" (5.500-2.000 A.C.).
Akakus:
Arco Naturale
Akakus:
Natural Arc Proseguiamo sino a giungere all'Arco Naturale, imponente e maestoso (alto circa 150 metri), che rappresenta la formazione rocciosa più spettacolare dell'Akakus.
Pranziamo all'ombra di un alta roccia sporgente, con vista sull'Arco Naturale.
La temperatura è elevata, così come l'umidità e le noiose mosche la fanno da padrone.
Nel pomeriggio, dopo aver visitato un altro sito di arte preistorica, attraversiamo una zona chiamata Terezen, in arabo significa "bel sito".
Ci fermiamo per tempo per montare il campo in un luogo che ci pone sicuramente al riparo del vento; è l' ultima notte che trascorreremo in tenda.
Ho chiamato Akakus Tre (clicca qui / click here) la galleria fotografica che illustra questa giornata.

Iniziamo questo quarto giorno nel deserto visitando l'Arco Tingaliga, prima di entrare nel grande Wadi Tashwinat (per entrare si paga il biglietto !), all'interno del quale ha svolto la sua attività di ricerca il Prof.Mori del quale, al termine della descrizione di questa giornata, illustro l'attività con un'ampia galleria fotografica.
Akakus:
Tinankofot
Akakus:
Tinankofot
Dopo la sosta pranzo incontriamo l'unico villaggio tuareg ancora esistente all'interno del Wadi Tashwinat.
Lasciamo questo Wadi per entrare nella zona del Tinankofot che in arabo significa: mare di pietra.
I panorami sono stupendi mentre meno spettacolare è l'Arco Inapolu.
Akakus:
Wan Kasa
Akakus:
Wan Kasa Con un veloce trasferimento sulla dura sabbia percorriamo la pista che corre lungo le dune di Wan Kasa, che scorrono sulla nostra destra.
Ad un certo punto Shik (essendo il capo è sempre il primo dei tre fuoristrada), piega decisamente a destra ed inizia a salire, a forte velocità, una duna di sabbia molto ripida, sino ad arrivare in cima.
Abbiamo così modo di ammirare panorami di grande bellezza, bellezza che le
foto riescono a rendere solo parzialmente.
Appena il tempo di ripartire che inizia un forte vento che porta con se nuvole e pioggia.
Giungiamo infatti al campo tendato Alfaw con vento e pioggia che proseguiranno tutta la notte.
Illustro questa intensa giornata con la galleria fotografica Akakus Quattro (clicca qui / click here).
Come sopra anticipato nella giornata abbiamo visitato i vari siti archeologici scoperti dal prof.Mori.
Akakus:
graffiti, elefante
Akakus:
graffiti, elephantAkakus:
donne danzanti
Akakus:
dancing women Nel primo sito vediamo graffiti tintaharari (giraffe), quindi un secondo sito con graffiti rappresentanti due elefanti ed infine i graffiti Tagrel ( o Takdhalt) che rappresentano colorate donne danzanti.
Successivamente visitiamo il sito dove è stato trovato lo scheletro di un bambino vissuto 5.400 anni fa ed infine il sito con scene di matrimonio (nel Wadi Melol).
Tutti questi siti di arte preistorica li ricordo con la galleria fotografica graffiti del Prof.Mori (clicca qui / click here).

Iniziamo questo quinto giorno nel deserto con una leggera pioggia autunnale. Non pioverà tutto il giorno, ma il tempo atmosferico rimarrà sempre coperto con nuvole cariche di pioggia e le foto ne soffriranno molto.
Akakus:
Wadi Adad
Akakus:
Wadi Adad Poco dopo la partenza ci fermiamo a Wadi Adad, luogo simbolo dei Tuareg, per la roccia a forma di pollice.
Entriamo nell'ampia zona dell'Awiss, formata da diversi wadi, che ci offre uno stupendo spettacolo naturale: viaggiamo su un tappeto di sabbia rossa mentre intorno si innalzano archi, pinnacoli e rocce che assumono le forme più inverosimili.
Anche in questa giornata visitiamo diversi siti di arte preistorica le cui foto ho raccolto in una galleria fotografica, al termine del diario di questa giornata.
Dopo la sosta per il pranzo, circondati da cammelli al pascolo, iniziamo a percorrere la
Akakus:
Alkamar
Akakus:
Alkamar zona dell'Akakus che i Tuareg chiamano Alkamar, cioè "paesaggio lunare".
Ancora sabbia, ancora rocce nere, ancora paesaggi di una bellezza affascinante, anche se, la presenza delle nuvole, non ci permette di avere una buona luce.
Terminiamo la giornata con un'ultima emozione: Shik ci fa salire con il fuoristrada su una duna molto pendente fermandosi sulla cima con "la pancia" del veicolo per ridiscenderla nonostante la pendenza....impressionante. Ricordo la giornata con la galleria fotografica Akakus Cinque (clicca qui / click here).
Akakus:
Awiss, graffiti
Akakus:
Awiss, graffitiAkakus:
Awiss, graffiti
Akakus:
Awiss, graffiti Il primo sito visitato ha graffiti molto rovinati, mentre il secondo presenta dipinti colorati rappresentanti scene di caccia datati tra il periodo pastorale ed il periodo cabalino (5.500 - 100 A.C.). Nell'ultimo sito abbiamo ammirato graffiti del periodo della grande fauna (10.000 - 6.000 A.C.) che rappresentano tre elefanti.
A questi siti ho dedicato la galleria fotografica i graffiti di Wadi Adad (clicca qui / click here).

Lasciamo l'Akakus con un'altra giornata di pioggia. Man mano che ci allontaniamo i panorami perdono la loro intensa bellezza per lasciar posto ad una pianura sabbiosa.
Akakus:
bambini
Akakus:
children Incontriamo un gruppo di bambini che giocano anche se a loro è affidato il controllo di un gruppo di capre.
Siamo ad Al Aweinat, primo paese che incontriamo dopo sei giorni di deserto.
Avendo ritrovato l'asfalto effettuiamo una sosta tecnica per i fuoristrada: benzina e gonfiaggio delle gomme.
Non facciamo a tempo a scendere dalle auto che è stato già...aperto un mercatino per turisti.
La pioggia non ci abbandona ed i Tuareg si inventano una cucina ed una sala da pranzo in una stazione radiotelevisiva abbandonata.
Ubari:
il Forte
Ubari: The
Fortress
Arriviamo ad Ubari dove alloggiamo nel Forte costruito dagli Italiani negli anni '30, trasformato in albergo.
Il peggiore di tutto il nostro viaggio (stanze senza servizi privati e senza finestre).
Ricordo questa...autunnale giornata di trasferimento con la galleria fotografica dall'Akakus ad Ubari (clicca qui / click here).

L'ultima giornata in zona deserto è dedicata alla visita dei laghi di Ubari e delle dune che li circondano.
Bella giornata di sole anche se molto ventosa.
Partiamo da Ubari, direzione Germa e, dopo circa un'ora di strada asfaltata, brusca svolta a sinistra. Improvvisamente, sembra quasi impossibile, siamo circondati da stupende dune di sabbia.
Prima di arrivare al Lago Mandara (ora prosciugato) ci fermiamo più volte per scattare foto.
Ubari:
Lago Umm 
Al Maa
Ubari:
Lake Umm
Al MaaUbari:
Lago Umm 
Al Maa
Ubari:
Lake Umm
Al Maa Vediamo poi il Lago Umm Al Maa (il suo nome significa: madre dell'acqua), il piccolo ma bello Lago Mavo per terminare con il lago più grande, il Lago Gebraoun, circondato da alte dune dalle quali si può scendere con gli sci.
Ci fermiamo a pranzo prima di riprendere la strada del ritorno.
I fuoristrada sembrano galleggiare sulla soffice sabbia levigata dal vento mentre intorno abbiamo un' infinità di dune.
Da un momento all'altro le dune cambiano colore: da giallo a rosa, da rosa ad ocra, da ocra ad arancio.
Poi, all'improvviso, così come erano iniziate, le dune spariscono.
Siamo a Tekerkiba e riprendiamo la strada asfaltata; il tempo per arrivare a Sheba dove, dopo la lunga consueta attesa all'aeroporto, riusciamo a volare su Tripoli per rientrare in Italia.
Ricordo questa giornata con la galleria fotografica I laghi e le dune di Ubari (clicca qui / click here).

La Libia ci ha regalato bellezze archeologiche e naturali superiori a qualsiasi aspettativa.


SODDISFATTO ? QUESTO E' SOLO UNO DEI MIEI VIAGGI

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