Yemen
aprile 2005
sommario: viaggio in Yemen di 14 giorni visitando Sana'a, Wadi Dhar, Villaggio Gabel, Baraqish, Mar'rib, Arsh Bilqis (Tempio della Luna), Mahram Bilqis (Tempio del Sole), Deserto Ramlat As Sabatayn, Shabwah, Say'un, Tarim, Aynat, Shibam (la "Manhattan" del deserto), Al-Hajjarayn, Sif, Ribat, Al Mukalla, Bir Ali, Ibb, Jiblah, Taizz, Al-Makha, Tihama, Zabid, Bayt Al Faqih, Al Hudaydah, Villaggio Assudi, Hajjah, Khulan, Amran, Thila, Hababah, Kawkabar, At-Tawila, Al Mahwit, Manakhah, Al Hajjara, Al Khutayb
English summary: a 14 days trip in Yemen visiting Sana'a, Wadi Dhar, Gabel Village, Baraqish, Mar'rib, Arsh Bilqis (MoonTemple), Mahram Bilqis ( Sun Temple), Ramlat As Sabatayn Desert, Shabwah, Say'un, Tarim, Aynat, Shibam (the "Manhattan" of the desert), Al-Hajjarayn, Sif, Ribat, Al Mukalla, Bir Ali, Ibb, Jiblah, Taizz, Al-Makha, Tihama, Zabid, Bayt Al Faqih, Al Hudaydah, Assudi Village, Hajjah, Khulan, Amran, Thila, Hababah, Kawkabar, At-Tawila, Al Mahwit, Manakhah, Al Hajjara, Al Khutayb
clicca sulle foto per ingrandirle / click on photos to enlarge
Ritenevamo che il viaggio in Yemen fosse più difficile, climaticamente e ambientalmente, di quanto, in effetti, si è dimostrato.
Certo è che, avendo richiesto servizi di prima categoria, l'operatore italiano ci avrebbe dovuto opportunamente coprire scegliendo un corrispondente locale più attrezzato.
Non tutte all'altezza le auto e gli autisti, mentre la guida locale, simpatica, ma scarsamente preparata.
Resta il fatto che abbiamo visitato un paese stupendo con bellezze naturali e monumentali inimmaginabili.
Proprio per queste ragioni ho voluto inserire numerose e ricche gallerie fotografiche.
Per prima visitiano Sana'a, la capitale. E' una città ricca di palazzi tutti decorati e finestre con vetri colorati o lastre di alabastro.
Il Suk è molto grande e di genuina bellezza in quanto dedicato alla popolazione locale; solo in minima parte turistico.
Naturalmente nel Suk sono state numerose le possibilità di scattare foto a persone che offrono naturali spunti di interesse.
Ho dedicato a Sana'a tre specifiche gallerie fotografiche che ho così chiamato:
Sana'a: i Palazzi (clicca qui / click here).
Sana'a: il Suk (clicca qui / click here).
Sana'a: Yemeniti (clicca qui / click here).
L'emblema dello Yemen è il "Palazzo sulla roccia", residenza del Sultano situato a Wadi Dhar, costruito in cima ad una roccia alta 50 metri.
Molto bello dal punto di vista scenografico grazie anche alla valle molto verde con i suoi numerosi frutteti.
A questo palazzo ho dedicato la galleria fotografica Wadi Dhar (clicca qui / click here).
Nelle immediate vicinanze di Wadi Dar, attraversando il giardino della farfalla bianca (White Butterfly Garden), giungiamo al villaggio Gabel che ha numerosi palazzi di grande bellezza.
Anche a questo villaggio ho dedicato una galleria fotografica Villaggio Gabel (clicca qui / click here).
Lasciamo Sana'a per scendere nella zona desertica che fu, un tempo, il regno della regina di Saba.
Innanzi tutto visitiamo Baraqish antica capitale del regno Ma'in nel 400 AC.
Residuano le possenti mura di cinta visibili a distanza di chilometri ed ancora ben conservate.
Nell'abitato solo i resti di una piccola moschea, di un pozzo e di un tempio dedicato al Dio Athar.
Ricordo questa capitale con la galleria fotografica Baraqish (clicca qui / click here).
Abbiamo quindi visitato quella che è stata la capitale del regno di Saba: Ma'rib le cui origini risalgono all'VIII^ secolo AC. In Ma'rib residuano tuttora alcuni "grattacieli" di fango.
L'importanza del regno sabeo era dovuto al commercio dell'incenso ma, soprattutto, alla diga che, con uno sbarramento di circa 700 metri, riusciva ad irrigare quasi cento chilometri quadrati di campi.
Il regno sabeo crollò con la catastrofe del collasso della diga avvenuto nell'anno 570, anno in cui nasceva Maometto !!
Ricordo questi due posti con la galleria fotografica Ma'rib e la diga (clicca qui / click here).
Nelle vicinanze della capitale interessanti due templi sabei: Arsh Bilqis (o Tempio della Luna) e Mahram Bilqis (o Tempio del Sole) che ricordo nella galleria fotogarafica Templi Sabei (clicca qui / click here).
Dopo una notte di temporali, ancor prima dell'alba (alle quattro) iniziamo la traversata del deserto Ramlat As Sabatayn. Siamo scortati da un esperto beduino, armato di kalashnikov, che "carota" la sabbia per indicare agli autisti di quanto debbano sgonfiare la pressione dei pneumatici dei fuoristrada. La sabbia bagnata ci permette di traversare il deserto ad alta velocità: anche 120 kmh.
A metà traversata incontriamo i resti della città di Shabwah, antica capitale dell'Hadhramawt, famosa già nel 700 AC per i suoi sessanta templi e per le miniere di salgemma.
Ricordo questa ormai dimenticata capitale con la galleria fotografica Shabwah (clicca qui / click here).
Terminiamo la traversata del deserto divertandoci nel superare alcune alte dune.
Ricordo anche il Deserto Ramlat As Sabatayn (clicca qui / click here) con una galleria fotografica.
Arriviamo a Say'un, capoluogo del Wadi Hadramawt, il più grande fiume stagionale della penisola arabica.
La città è circondata da un gran palmeto (più di un milione di palme) ed è ricordata perchè il Sultano vi ha costruito il palazzo più sfarzoso di tutto il Sud dello Yemen.
Pur costruito in mattoni color ocra è stato completamente intonacato di bianco.
Ricordo il Palazzo del Sultano di Say'un (clicca qui / click here) con una galleria fotografica.
Visitiamo Tarim famosa per le sue numerose moschee, la più famosa delle quali è la bianca Moschea al-Muhdar con un minareto alto più di 50 metri.
La città è nota anche per i suoi palazzi in stile "barocco giavanese" fatti costruire dal Sultano al-Kaf e dai suoi figli una volta rientrati da Singapore dove fecero fortuna agli inizi del 20^ secolo.
Ricordo questa città ed i dintorni con la galleria fotografica Tarim e dintorni (clicca qui / click here).
Dopo una sosta ad Aynat per fermarci ad ammirare un complesso di solenni tombe dette "sette cupole" (vedasi la galleria fotografica Aynat (clicca qui / click here), abbiamo modo di vedere una fabbrica di mattoni di fango.
I mattoni sono formati da un impasto di fango, di rifiuti organici (servono da collante) e di fili di paglia (servono per irrobustirli).
Così possono essere costruite case alte anche 30 metri quali quelle di Shibam, la "Manhattan del deserto".
Anche alla Fabbrica mattoni di fango (clicca qui / click here) ho dedicato una galleria fotografica.
Abbiamo avuto la fortuna di vedere Shibam con lo wadi percorso da veloce acqua piovana, quindi con un forte vento tropicale che ha alzato la sabbia del deserto.
Stupenda la visione esterna della cittadina, mentre l'interno è in uno stato di abbandono sì che greggi di capre la fanno da padrone.
A questa cittadina, di una bellezza unica, dedico un'ampia galleria fotografica che ho chiamato Shibam la 'Manhattan' del deserto (clicca qui / click here).
Iniziamo quindi a percorrere lo Wadi Daw'an e subito visitiamo la tomba di Alì ibu Hasan con annesso mercato.
Ci fermiamo poi al villaggio di Al-Hajjarayn formato da due raggruppamenti di case situati sui versanti opposti del wadi.
Molto bello il villaggio situato in cima ad uno spuntone di roccia.
Al-Hajjarayn è famoso per essere il luogo dove si produce il Doani Honey, miele di Daw'n, potente afrodisiaco.
Con una ricca galleria fotografica ho ricordato Al-Hajjarayn (clicca qui / click here).
Proseguiamo quindi per Sif e, lungo la strada, incontriamo numerosi villaggi tutti con enormi e coloratissimi palazzi fatti costruire dagli yemeniti originari del posto che hanno fatto fortuna lavorando in Arabia Saudita.
Anche a Sif (clicca qui / click here) ho dedicato una galleria fotografica.
Le foto a lato sono del villaggio di Ribat
Si distinguono due sontuosi palazzi (uno multicolore) di proprietà del ramo yemenita della famiglia Bin Laden.
La città di Al Mukalla, già importante porto, era famosa per essere il "bianco porto splendente" circondato, a difesa, da torri d'avvistamento.
Ora è una bianca città moderna dove residuano alcune case in stile indiano e poche case della vecchia città situate all'interno del suk.
Ricordo la città con la galleria fotografica Al Mukalla (clicca qui / click here).
Lunga e disagevole la strada per Bir Ali con tratti desertici.
In complesso interessante è il mercato del pesce così come la vicina splendida spiaggia attrezzata dove abbiamo potuto consumare un ottimo pranzo a base di pesce. Le foto della galleria fotografica Bir Ali (clicca qui / click here) illustrano ampiamente il sito.
Rientriamo a Sana'a in aereo per iniziare la parte del viaggio che ci porterà a visitare le città ed i villaggi degli altopiani dello Yemen, con una puntata sulla zona costiera del Mar Rosso.
Visitiamo la città di Ibb situata, a quasi duemila metri sul livello del mare, sulla cima di due colline.
Molto interessante è la città vecchia con le sue alte e caratteristiche case in pietra.
Ad Ibb (clicca qui / click here) ho dedicato una galleria fotografica.
Proseguiamo per la piccola cittadina di Jiblah resa famosa intorno all'anno mille dalla Regina Arwa, sepolta nell'omonima grande moschea, ancor oggi meta di pellegrinaggi dalla lontana India.
Molto più piccola, ma bellissima, la bianca Moschea Qubbat Bayt Az-Zum.
Ricordo Jiblah (clicca qui / click here) con un'ampia galleria fotografica.
Taizz ora è una città moderna la quale, oltre alla scenografica fortezza e alla bianca Moschea Al-Ashrafiya con due minareti gemelli ed armoniose linee architettoniche, offre un interessante ma non grande suk.
Anche Taizz (clicca qui / click here) la ricordo con una galleria fotografica.
Giungiamo sulle rive del Mar Rosso, di fronte all'Africa, nelle vicinanze della città di Al-Makha, cioè Moka, il già famoso porto d'esportazione del caffè.
Nella foto a lato è illustrato un pozzo dove venivano ad abbeverarsi le carovane di cammelli, che trasportavano caffè, provenienti dalla zona interna di produzione (Manakhah), da spedire via mare in Europa.
E lungo questa costa (pianura della Tihama) numerosi sono i villaggi costruiti con canne dagli yemeniti di origine africana.
Anche alla Capanna di origine africana (clicca qui / click here) ho dedicato una galleria fotografica.
Giungiamo a Zabid, la città dalle 236 moschee (attualmente ridotte a 86), in ognuna
delle quali esiste una scuola coranica.
In una di queste "nell'antichità" si insegnava un sistema matematico chiamato al-Jabr, cioè algebra.
Le mura della città vecchia sono ancora ben conservate e l'interno offre splendidi scorci di vita quotidiana.
Ampia è la galleria fotografica che ho dedicato a Zabid (clicca qui / click here).
La cittadina di Bayt Al Faqih offre solo la vista dei resti della Fortezza Turca ed una indescrivibile raccolta di sacchetti di plastica, presenti in tutto lo Yemen, ma quì in proporzioni...bibliche !!!
Al Hudaydah è la città capitale della Tihama, ma offre solo la visita del ricco e colorito mercato del pesce.
Da notare la foto degli squali nella quale gli stessi appaiono privi di tutte le pinne che verranno vendute ai mercati giapponesi e cinesi.
Interessante la galleria fotografica il Mercato del pesce di Al Hudaydah (clicca qui / click here).
Prima di risalire verso gli altopiani visitiamo un villaggio di contadini, quello di Assudi.
Ricca campagna, povere abitazioni, ma bellissime persone, in particolare i bambini.
Li vediamo nella galleria fotografica Villaggio Assudi (clicca qui / click here).
Arriviamo ai quasi 2.000 metri di Hajjah percorrendo una strada con vedute spettacolari così come spettacolare è il panorama che si gode dall'alto della cittadella con montagne terrazzate sulle cime e sui pendii delle quali sono visibili numerosi villaggi. Hajjah offre qualche bel palazzo, mentre dal modesto suk possono essere visti interessanti scorci panoramici.
Anche ad Hajjah (clicca qui / click here) dedico una galleria fotografica.
Seguendo una tortuosa e straordinaria strada che sale e scende le varie montagne, giungiamo al villaggio di Kuhlan situato ad oltre 2.200 metri, sulla cima di una montagna.
Vediamo volare falchi e aquile, godiamo la vista di stupendi campi terrazzati e di panorami mozzafiato.
Naturalmente anche Kuhlan e dintorni (clicca qui / click here) ha la sua galleria fotografica.
Dopo aver superato un passo situato a 2.800 metri, giungiamo alla cittadina di Amran; cinta da belle mura e ricca di case con il pianoterra in pietra, mentre i piani superiori sono in mattoni di fango. Belli gli scorci offerti dalla visita della città vecchia.
Anche ad Amran (clicca qui / click here) ho dedicato una galleria fotografica.
La cittadina di Thila ha numerose case a torre in pietra, restaurate di recente.
E' dominata da una fortezza.
Nei pressi della porta meridionale della città, si ha l'opportunità di vedere una grande cisterna per l'acqua ancora molto ben conservata.
Interessante la galleria fotografica di Thilla (clicca qui / click here).
Scenografica la cisterna di Hababah, circondata dalle alte case in pietra che in essa si rispecchiano.
Anche se, diversamente agli altri luoghi visitati, si trova in pianura, case e cisterne offrono accattivanti scorci che fanno ricordare favorevolmente Hababah (clicca qui / click here) come, ritengo, dimostri ampiamente la galleria fotografica.
Shibam (omonima della "Manhattan del deserto") è una piccola cittadina con belle case in pietra e caverne troglodite.
Anche a Shibam del Nord (clicca qui / click here) ho dedicato una, seppur breve, galleria fotografica.
Con una ripida e spettacolare salita giungiamo ai 2.850 metri della città fortificata di Kawkabar dalla quale si domina l'altopiano con vista su Shibam e Thila.
Il paese di At-Tawila è caratteristico per le case costruite su alti massi tondeggianti.
La città vecchia offre soliti interessanti scorci e la gioia di tanti bei bambini vocianti e festanti.
Interessante la galleria fotografica di At Tawila (clicca qui / click here).
Al Mahwit, cittadina capitale dell'omonimo governatorato, ha case in pietra dipinte con calce bianca ed è scenograficamente interessante anche perchè posizionata sulla cima di una collina.
Invito a vedere chi mi legge la galleria fotografica di Al Mahwit (clicca qui / click here).
Le foto delle gallerie fotografiche hanno ampiamente illustrato le condizioni atmosferiche incontrate.
Così ci è stato impossibile effettuare l' itinerario previsto che prevedeva l'attraversamento di un wadi.
Essendo il wadi pieno d'acqua abbiamo dovuto percorrere una strada alternativa che ci ha portato sotto il Jabal An-Nabi Shu'ayb, la montagna più alta dello Yemen con i suoi 3.660 metri di altezza.
Abbiamo dovuto superare un passo di 3.050 metri, molto interessante con la sua salita lunga più di 30 chilometri, attraversando stupendi paesaggi ai quali ho dedicato la galleria fotografica verso Manakhah (clicca qui / click here).
Manakhah è il luogo che fu sede del mercato del caffè più importante del mondo.
Da quì partivano le carovane di cammelli che trasportavano il caffè sino al porto di Moka (vedi). Il luogo dove si svolgevano le contrattazioni è stato dichiarato monumento nazionale.
Alla galleria fotografica dedicata a Manakhah (clicca qui / click here) ho aggiunto una foto con la quale illustro l'inventiva yemenita per supplire alla mancanza di corrente elettrica.
Sulla cima dei monti Haral, a quasi 3.000 metri d'altezza, si trova il pittoresco villaggio di Al Hajjara.
La peculiarità delle belle ed alte case è che le pietre sono poggiate una sull'altra senza essere state aggregate con argilla o fango.
Ritengo che le foto della galleria fotografica Al Hajjara (clicca qui / click here) illustrino ampiamente la bellezza del sito.
L'ultimo villaggio visitato negli altopiani dello Yemen è quello di Al Khutayb.
E' luogo di pellegrinaggio di una setta ismailita proveniente, principalmente, dall'India.
Anche a Al Khutayb (clicca qui / click here) ho dedicato una galleria fotografica.
Non posso chiudere l'illustrazione di questo viaggio nello stupendo Yemen senza descrivere, fotograficamente, la coltivazione, il commercio ed il consumo del QAT, la droga sociale dello Yemen.
E' così definita perchè consumata in comune al pomeriggio nel "Mafraj", la stanza situata più in alto nelle case yemenite.
Le coltivazioni di qat sono numerose e ben curate, il mattutino commercio lungo sia nella contrattazione che nella scelta della qualità.
Il consumo pomeridiano permette di incontrare la quasi totalità degli uomini con una delle due guance gonfie, sia in strada, ma anche seduti dal barbiere, come illustra la foto a lato facente parte della galleria fotografica Qat, droga sociale (clicca qui / click here) con la quale chiudo le note di questo bel viaggio in Yemen.
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