Arequipa
novembre 2003
sommario:viaggio in Perù di 18 giorni visitando Lima, Pachacamac, Parco Nazionale di Paracas, Lagunillas, Pisco, Isole Ballestas, Ica, Huacachina, Pampa di Huayuri, oasi di Palpa, Nasca, Paradones, Sacaco, Porto Inca, Arequipa, Valle del Colca, Chivay, Cruz del Condor, laguna di Lagunillas, Santa Lucia, Puno, lago Titicaca, Isole galleggianti o flotantes, Taquile, Sillustani, Juliaca, San Pedro, Cusco, Chinchero, Pisac, Moray, Salinas, Yucai, Ollantaytambo, Aguas Caliente, Machu Picchu, Puerto Moldonado
English summary: a 18 days trip in Peru visiting Lima, Pachacamac, Paracas National Park, Lagunillas, Pisco, Ballestas Isles, Ica, Huacachina, Huayuri Pampa, Palpa Oasis, Nasca, Paradones, Sacaco, Inca Harbour, Arequipa, Colca Valley , Chivay, Cruz of Condor, Lagunillas Lagoon, Santa Lucia, Puno, Titicaca Lake, Floatings Isles or flotantes, Taquile, Sillustani, Juliaca, San Pedro, Cusco, Chinchero, Pisac, Moray, Salinas, Yucai, Ollantaytambo, Aguas Caliente, Machu Picchu, Puerto Moldonado
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Arequipa è la città nella quale i cittadini, ci dicono, si sentono arequipegni e non già peruviani.
E la città ci accoglie con una celebrazione religiosa.
Purtroppo per noi questa festa si traduce in disagio perchè molte strade del centro sono chiuse al traffico.
Stupenda la piazza principale della città (Plaza de Armas) con la sua Cattedrale già del XVI^ secolo.
La vita di questa Cattedrale è stato quanto mai travagliato: prima è stata distrutta da un incendio (1848), ricostruita con sollecitudine, nel 1868 è stata gravemente danneggiata da un terremoto.
All' interno un imponente organo (il più grande del Sudamerica) importato dal Belgio a fine ottocento e la bandiera del Vaticano.
E' una poche basiliche (meno di cento) al mondo autorizzate ad esporla.
Nell'angolo a sud della Plaza de Armas sorge la stupenda chiesa gesuita de La Compania la cui costruzione risale al 1698.
A differenza della Cattedrale questa costruzione ha resistito a tutti i terremoti verificatisi nei secoli.
Ricchi e ben lavorati la facciata ed il portone d'ingresso. A lato un Cristo in Croce vestito.
L'interno è in stile barocco spagnolo, quindi molto ricco, così come l'altar maggiore completamente rivestito da foglie di lamina d'oro a 18 carati.
A lato la Cappella di San Ignacio ricoperta con stupendi dipinti policromi tornati alla luce grazie a radicali restauri, tuttora in atto, che hanno rimosso il bianco intonaco con il quale erano stati coperti.
Non mancano accostamenti pagani, quali il muso del puma sul frontespizio di una porta.
Il monumento più significativo di Arequipa è il Monastero di Santa Caterina (clicca qui / click here) al quale ho dedicato una fotogalleria.
Il monastero era una città nella città con case e strade molto colorate che spero di aver sufficientemente rappresentato.
Da non mancare, in assoluto, la visita al Museo Santuarios Andinos all'interno del quale è possibile vedere la mummia congelata di Juanita, la "principessa di ghiaccio".
Il corpo congelato e mummificato di Juanita venne rinvenuto sotto la cima del vulcano Ampato (6.288 metri) dove è restato per 550 anni.
Ben sistemate le bacheche del museo, all'interno delle quali possono essere ammirati numerosi indumenti oggetto del corredo di sepoltura della fanciulla: vestito, mantello, bambole, borse.
Juanita è stata oggetto di uno dei molteplici sacrifici umani scoperti nelle cime delle Ande.
Argomento questo da approfondire per meglio capire il mondo e le culture degli antichi popoli peruviani.
Lasciamo Arequipa per dirigerci verso la valle del Colca.
Appena fuori della città iniziamo a vedere coloratissimi campi perfettamente coltivati.
Queste stupende visioni rurali, con contadini intenti nella raccolta di prodotti agricoli, vengono arricchite dal panorama circostante.
L'altopiano di Arequipa è circondato da spettacolari montagne, le principali sono rappresentate da tre vulcani: il Chachani, El Misti e Pichu Pichu, il più basso.
Ben 5.571 metri.
Proseguiamo ed il panorama si fa ancor più ampio. In lontananza montagne con lunghe lingue bianche che sembrano neve o ghiaccio, considerata anche l'altitudine (3.500/4.000 metri). Ed invece quelle lingue bianche sono formate da sabbia trasportata dal vento e depositatasi nei canaloni.
Entriamo nell'immensa Reserva Nacional Salinas y Aguada Blanca.
Nella riserva cresce quasi esclusivamente una vegetazione spontanea costituita da ciuffi d'erba molto duri, unico sostentamento per i camelidi.
Iniziamo a vedere camilidi al pascolo.
Innanzi tutto le vigogne, gli unici animali che vivono solo in libertà.
La Riserva Nazionale Salinas e Aguada Bianca è ad un'altezza media di poco inferiore i 4.000 metri.
La sua ampiezza è di quasi quattrocentomila ettari.
La strada inizia lentamente ma inesorabilmente a salire.
I gialli ed irti ciuffi d'erba iniziano a sparire sostituiti da verdi praterie.
In grandi recinzioni insistono immensi allevamenti di lama ed alpaca i quali, a differenza delle vigogne, accettano la cattività.
Arriviamo al passo, non siamo riusciti a conoscerne il nome, dove c'è un "mirador" della catena vulcanica delle Ande.
Siamo a ben 4.910 metri di altitudine. E pensare che il Monte Bianco, la montagna più alta d'Europa è cento metri più bassa !
In lontananza possiamo ammirare diversi vulcani tra i quali il Chachani (6.075 mt.) e l'Ampato (6.288 mt.), tuttora in attività.
Sull'Ampato è stato trovato il corpo mummificato di Juanita.
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